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La macchina fotografica: dalla sua nascita ai nostri giorni

Nel 1839 nacque ufficialmente la fotografia, uno strumento in grado di catturare il mondo circostante grazie all’effetto della luce.

Con il tempo la fotografia si è affermata prima come mezzo per raffigurare il paesaggio e l’architettura e poi come mezzo per ritrarre il popolo.

La sua sempre maggiore diffusione ha fatto sì che anche la fotografia entrasse nelle mostre e nei musei, acquisendo così valore estetico e artistico.

Importante è stato il ruolo della fotografia nel giornalismo e nel reportage.

Anche la macchina fotografica nel tempo subì delle modifiche.

Il primo apparecchio fotografico era lungo ben 26,7 cm, chiuso, e si estendeva fino a 50,8 cm al massimo allungamento.

Nel 1928 si affermarono il sistema reflex e gli strati antiriflesso sulle superfici esterne delle lenti che migliorarono la trasmissione tra aria e vetro e il contrasto degli obiettivi.

Nel 1948 E.H. Lande introdusse il processo Polaroid in bianco e nero che permetteva di ottenere in pochi secondi una copia positiva, utilizzando un apparecchio e una pellicola speciali,  successivamente esteso al colore.

Fino agli anni ’70 la fotografia è stata un processo chimico in cui le immagini venivano catturate su una pellicola fotografica costituita da strati di emulsione agli alogenuri d’argento sensibili alla luce.

Nel 1975 Steven Sasson, ricercatore della Kodak, brevettò la macchina fotografica digitale.

La prima fotocamera digitale disponibile sul mercato uscì il 24 agosto 1981. Con questo sistema l’immagine registrata poteva essere immediatamente rivista su un monitor, stampata da una stampante oppure spedita via cavo o via rete, a qualsiasi distanza.

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1991 viene introdotta dalla Kodak la prima reflex digitale.

Macchine fotografiche piccole, grandi, semplici, complesse, sul mercato ce n’è di tutti i tipi, modelli e prezzi.

Oggi più che mai è diventato quasi indispensabile scattare una fotografia, immortalare un momento, fermare un ricordo anche se in maniera labile.

Non c’è più l’attesa, non c’è più la stampa obbligata. C’è l’immediatezza: ad uno scatto segue spesso una pubblicazione sui social, un invio ad un’amica. Prima lo scatto era più attento, più studiato, questo sì e quello no.

Oggi si fotografa qualsiasi cosa, anche più volte. Prima le pellicole erano limitate, oggi le memorie sono spaziose.

Le immagini sono ridondanti, i dettagli, spesso, esigui.

Oggi, per comodità, si utilizza il telefonino per scattare una fotografia.

Chiaramente uno scatto effettuato con una buona macchina fotografica avrà sicuramente un risultato migliore!

Vi racconterò meglio nel prossimo articolo!

 

 

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