Esperienze

L’arte come strumento terapeutico

L’arteterapia è l’insieme dei trattamenti psicoterapeutici.

Il principale strumento è l’espressione artistica e la sua finalità è quella di promuovere la salute e favorire la guarigione.

Si applica in vari contesti.

Da sempre l’arte è considerata una forma di comunicazione importante e proprio per questa sua peculiarità è stata spesso oggetto di interesse per molti studiosi  nel campo della psicologia.

Un approccio all’arteterapia, può risultare importante in due sensi:

  1. É importante riuscire ad offrire ai bambini/ragazzi nelle scuole la possibilità di  trasformare ciò che vedono e che sentono.
  2. L’intento è quello di creare i presupposti necessari alla soddisfazione del bisogno di  trascendere che ha ogni uomo.

In arteterapia, il fulcro è legare gestualità, espressività, immaginazione, emozioni,  attraverso l’arte in tutte le sue forme.

Il lavoro arteterapeutico dipende da un lavoro sul “contatto  personale” che anima tutte le esperienze effettuate con i diversi linguaggi.

Per anni si è discusso sul proporre una adeguata definizione al termine Arteterapia, ma  l’errore è stato nel tentare di definire cosa sono le artiterapie, anziché valutare cosa fanno concretamente.

Ci sono diverse ragioni per cui l’arteterapia non è facile da comprendere. Le definizioni proposte per l’arteterapia sono numerose, ma la maggior parte di esse  rientra in due categorie generali:

  • La creazione artistica è di per sé un potere curativo.
  • L’idea che l’arte è un mezzo di comunicazione simbolica “arte terapia psicodinamica”.

L’arteterapia ha radici che risalgono molto indietro nella storia e l’impulso artistico è un bisogno umano fondamentale come il linguaggio,  l’interazione sociale, il sesso e l’aggressività.

In Europa, tra le due guerre, la prima pioniera dell’arteterapia, fu Frield Ducker Brandeis, che specializzandosi nel campo dell’arte tessile e fotografia, imparò che l’arte può tessere un legame con la parola, il suono, la forma, il colore, il gesto. 

Si dovette aspettare che Freud sviluppasse le sue teorie dell’inconscio e sulle  immagini oniriche, per poter istaurare una relazione tra psiche ed espressione visiva.

Anche Jung Carl parla di arte come un mezzo per contattare ed esprimere le immagini  che appartengono all’inconscio.

Negli Stati Uniti, a partire negli anni ’50, iniziò l’esperienza più importante ai fini della definizione metodologica dell’arteterapia, con la nascita dei due importanti orientamenti di arteterapia, sto parlando di Edith Kramer e di Margeret Naumburg.

Margaret Naumburg, psichiatra e psicoanalista, elaborò uno specifico approccio dell’arteterapia e considerava l’espressione artistica un modo di manifestare le fantasie inconsce, in linea con la prospettiva psicoanalitica del secolo. Partì dal presupposto che i sentimenti inconsci sono più facilmente riconoscibili nelle immagini che nelle parole e stimola la comunicazione simbolica tra paziente e arte terapeuta, facendo riferimento alle immagini prodotte dal paziente sulle quali inevitabilmente vengono proiettate emozioni e vissuti personali. Elaborò un metodo di orientamento dinamico, utilizzando l’arte come strumento per svelare significati inconsci, che vengono poi descritti e resi comprensibili, grazie l’utilizzo della comunicazione verbale utilizzata nella seduta di psicoterapia.

E’ diversa, invece,  l’impostazione di Edith Kramer, che, provenendo dal mondo dell’arte, riservò un valore particolare all’espressione artistica. Considerava la terapia d’arte distinta dalla psicoterapia e sosteneva che le sue virtù curative dipendono da quei procedimenti psicologici che si attivano nel lavoro creativo. E’ a partire dalla sua esperienza di arteterapeuta con bambini ed adolescenti e dai suoi approfonditi studi psicologici che nasce l’elaborazione di una precisa linea metodologica che vede la centralità del processo creativo ed artistico nel percorso terapeutico e che rientra sotto il nome di “Arte come terapia”.

Quando l’arte diventa terapia, il prodotto artistico rimane subordinato al processo e la tecnica terapeutica non cerca di svelare e interpretare il materiale inconscio, ma diventa percorso significativo e simbolico in cui vengono attivate capacità, risorse e processi, diventando un vero e proprio mezzo di sostegno per l’Io, favorendo lo sviluppo del senso d’identità e promuovendo una generale maturazione.

Oggi l’arteterapia è una professione riconosciuta con precise indicazioni sulla formazione  e la pratica.

E’ una forma di intervento, nel quale si fa uso di differenti mediatori artistici per favorire il miglioramento della qualità della vita.

L’arteterapia si caratterizza come un approccio di sostegno non-verbale, attraverso l’utilizzo di materiali artistici, basandosi sul presupposto secondo cui il processo creativo corrisponda ad un miglioramento dello stato di benessere della persona. Tra i mediatori artistici ricordiamo: la danza, la musica, il teatro, la fotografia, la pittura.

Lo spazio e il tempo sono ben definiti e tutto quello che accade all’interno di quel determinato spazio e tempo acquisisce un significato che facilita la comprensione del paziente.  Il laboratorio è uno spazio ampio, luminoso e ricchissimo di stimoli. Vi si trova di tutto: carta, matite, colori, stoffe, legno, farina, teli, strumenti musicali, ma si può trovare anche uno spazio vuoto, libero da stimoli, da riempire a proprio piacimento.

L’arteterapia potenzia l’autostima, migliora l’immagine di sé e il rapporto con gli altri, promuove il benessere e sviluppa le potenzialità individuali. 

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