Arte&Architettura,  Attualità,  Cibo,  Esperienze,  Fotografia,  Mostra,  Viaggio

Istanbul: la città che non ti aspetti

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere un pezzo su Istanbul.

Avevo necessità di metabolizzare, razionalizzare e raccogliere tutto quanto di più bello e affascinante abbia vissuto in quei 5 giorni.

5 giorni per girare Istanbul non sono pochi, ma nemmeno tanti.

Istanbul è la città che non ti aspetti, è una città incredibile.

Alla partenza avevo uno zainetto pieno di pregiudizi, lo ammetto; ma una valigia quasi vuota da riempire di esperienze, conoscenze, parole, pensieri, ricordi, sogni, desideri.

Tutto è stato bello, intrigante, emozionante, coinvolgente. Tutto.

In soli 5 giorni ho girato in lungo e in largo Istanbul.

Taxi a pochi euro e via alla scoperta di una meravigliosa città a metà tra l’Occidente e l’Oriente, tra il reale e il surreale, tra il sogno e la realtà.

Prima tappa visita al centro commerciale: lo Zorlu Center, nel quartiere Beşiktaş. Questo è un centro commerciale di lusso, ma al suo interno vi è anche un hotel a cinque stelle, oltre a residenze e uffici.

Seconda tappa visita al Madame Tussauds, nel quartiere Beyoglu, è il museo delle cere più famoso al mondo. Qui il divertimento è assicurato! Una volta entrati ci si trova subito di fronte alla cera di Ataturk, l’eroe turco per eccellenza, di sultani e intellettuali turchi. Poi ci sono Leonardo, Mozart, Einstein e Steve Jobbs e il settore dei cantanti, con i turchi in primo piano accanto a Lady Gaga e Michael Jackson. Infine, immancabile, la sezione degli attori, americani prevalentemente ma anche italiani e turchi. Vi è anche un gigantesco Shrek.

Assieme al biglietto per il Madame Tussauds ho acquistato anche quello per il TurkuaZoo chiamato anche Sealife, un acquario pubblico situato a Bayrampaşa. Questo è stato il primo acquario pubblico in Turchia ed è uno dei più grandi acquari d’Europa. Che dire? Meraviglioso!!

Ovviamente non poteva mancare una visita al Gran Bazar, uno dei mercati coperti più grandi e antichi del mondo, con 61 strade coperte e oltre 4.000 negozi. Impossibile non perdersi tra le vie di un incredibile labirinto colorato e seducente. Altro luogo da non perdere assolutamente è il Mercato delle Spezie, il secondo più grande complesso commerciale coperto della città dopo il Gran Bazar. Il nome turco è Mısır Çarşısı ed è situato nel quartiere di Eminönü, nel distretto di Fatih. È noto anche come Bazar Egiziano (Mısır Çarşısı in turco), la ragione è che la sua costruzione è stata resa possibile grazie al ricavato delle tasse dell’Egitto all’epoca in cui il paese era una provincia dell’Impero Ottomano. La sua destinazione commerciale originale era appunto la vendita delle spezie e delle erbe aromatiche.

Ad Istanbul non puoi non visitare le moschee, prima tra tutte Santa Sofia, ufficialmente nota come Grande Moschea Benedetta della Grande Hagia Sophia (in turco: Ayasofya-yı Kebir Mübarek Cami-i Kebir), anche  conosciuta come Basilica di Santa Sofia. Questa è uno dei principali luoghi di culto di Istanbul ed è stata cattedrale cristiana dal 537 al 1453, quando divenne moschea ottomana fino al 1931 quando fu sconsacrata. Nel 1935 è diventata un museo e il 10 luglio 2020, con un decreto presidenziale, è stata nuovamente aperta al culto islamico.

Oggi, dunque, per entrare ad Hagia Sophia le donne devono coprire il capo ed indossare abiti consoni e tutti, uomini, donne e bambini, devono togliere le scarpe.

Entrare ad Hagia Sophia con il capo coperto e i piedi nudi è stato emozionante, incredibile, unico. Un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita. Concedersi qualche istante di preghiera e di raccoglimento in un luogo di culto, sebbene il culto diverso dal tuo, è un momento culturale, sociale e religioso veramente di alto livello. In fondo non importa che il tuo Dio sia un altro rispetto ad Allah, ciò che conta veramente è essere uniti.

Dopo Hagia Sophia sono entrata  nella Moschea Blu, la Sultanahmet cami. Questa è una delle più importanti moschee di Istanbul, costruita dall’architetto turco di origine albanese Sedefkar Mehmed Agha. Bellissima è dire poco, peccato che al momento è in fase di restauro quindi non ho potuto apprezzarla come si deve.

Il tour sul Bosforo è stato incredibile! Una delle attrattive turistiche più avvincenti. A bordo di un traghetto ho fatto  l’andata costeggiando la parte europea e il ritorno costeggiando quella asiatica, arrivando fino all’altezza del secondo ponte sul Bosforo.

Spinta dalla curiosità di scoprire anche la Istanbul asiatica, orientale, ho preso un traghetto che nel giro di pochi minuti mi ha portato dall’altra parte del Bosforo per una passeggiata tra le vie ricche di locali tipici e per gustare un tipico caffè turco.

Una volta tornata nella Istanbul occidentale ho visitato la Torre di Galata, una torre in pietra di epoca medievale costruita dai genovesi e situata nel distretto di Galata.  In origine la torre faceva parte delle fortificazioni che circondavano la cittadella di Galata, colonia di Genova in Anatolia. La vista è incredibile, mozzafiato!

In questi giorni ad Istanbul ho apprezzato proprio tutto e goduto di qualsiasi cosa!

Il cibo? Squisito!

Dall’acqua alla birra tipica (Efes o Bomonti), dal caffè al tè, dal Kebab (che non è assolutamente il Kebab che mangiamo in Italia) al pane (il tipico Simit), la piadina, i formaggi, i salumi di mucca, la carne di agnello, di pollo e di vitello, il peperoncino, il baklava, ovvero il dolce tipico turco, tutto è gustosissimo!

Tra i locali più belli e di ottima cucina che abbia visitato ad Istanbul vi sono il Günaydın, una catena di ristoranti, dove ho assaporato il tipico Kebab turco e bevuto il Raki, una bevanda all’anice; altra catena è il Nusr-Et Steakhouse – il locale del famosissimo imprenditore Nusr-Et – dove  ho mangiato una carne al burro squisita cucinata magistralmente e teatralmente davanti e bevuto una birra Bomonti; The Market Bosphorus, un locale musulmano dove non servono alcolici. Qui la carne ha un gusto eccezionale e ho assaggiato un meraviglioso hummus, una salsa tipica a base di ceci.

Gli abitanti di Istanbul sono unici nel loro genere. Sono occidentali ed orientali allo stesso tempo.

Unica nota dolente del viaggio ad Istanbul è stato il ritorno alla vita quotidiana!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!