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Eppure il cinema aveva già prospettato la fine dell’umanità!

Cosa ne sarà di noi dopo l’emergenza? Come sarà la nostra vita? Quando torneremo a viaggiare? Quando sarà possibile riabbracciare i nostri amici? Quando potremo mangiare tranquillamente in un ristorante o pizzeria? Domande di tutti, di tutti i giorni. Trovare una risposta è molto difficile. Trovare una risposta adesso è veramente difficile.

Eppure se ci fermassimo un attimo a pensare, potremmo ricordare, ad esempio, quanti film, nel corso degli anni, hanno affrontato un problema simile. Di fatti, tra esperimenti sulla popolazione, disastri naturali, epidemie, Affrontando così la paura e la possibilità della scomparsa del genere umano. Dal disastro localizzato alla pandemia globale.

E’ il caso di Inferno, film del 2016 diretto da Ron Howard e tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown. La storia si basa su un genio della genetica che decide di “salvare” l’umanità dalla sua inevitabile dissoluzione diffondendo un virus per ridurre drasticamente il numero degli abitanti della Terra.

E ancora E venne il giorno un film del 2008, scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan. Qui inizialmente pare che il problema fosse un attacco biochimico terroristico, ipotesi poi accantonata per un’altra: un attacco di tossine. Una volta scampato il pericolo uno scienziato in televisione avanza un’altra ipotesi, ovvero la possibilità che quanto accaduto sia stato un avvertimento della natura contro l’uomo, giudicato da essa una minaccia per il pianeta intero. Nel frattempo, in la scena già avvenuta a Central Park si ripete nel Giardino delle Tuileries di Parigi.

Eppure sembrava fantascienza. Ma si tanto è soltanto un film. Poi, invece, un giorno, quello stesso film divenne realtà!

Così, nei primi giorni del 2020 è stato identificato un virus, chiamato Covid-19. Dalla città Wuhan, in Cina, il virus si è diffuso in Asia e in Occidente. Ad oggi molti paesi stanno ancora combattendo contro questa malattia.

E’ una guerra senza armi, una guerra difficile da combattere. Una guerra contro un nemico invisibile, insidioso.

Non si sa cosa accadrà quando potremo tornare alla “normalità”, se di normalità si può parlare.

Nessuno può dirlo.

Sicuramente  quello di cui avremo bisogno è il coraggio! Ci vuole tanto coraggio per ripartire.

Ci siamo dovuti fermare, ma adesso dobbiamo ripartire.

Ma non sarà una ripartenza normale. Sarà una nuova partenza.

Spero sarà una partenza migliore per tutti!

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