Esperienze,  Viaggio

Differenti quotidianità

Stazione di Roma Termini, giovedì, ore 23.30 circa, freddo e stanchezza.

Fame. Tanta fame. Ordino velocemente un menù al Mc Donald’s.

L’indomani la sveglia suonerà molto presto e già sono le 23.30, io sono stanca, ho fame, sonno, sento freddo, desidero fare una doccia calda e andare a dormire.

Prendo il vassoio, stanca, pensierosa, distratta, infreddolita, affamata, salgo sopra, mi siedo, fisso il vuoto.

Poi, inizio a mangiare.

Qualcosa mi distrae.

Alzo lo sguardo, un uomo di colore dorme, la testa poggiata sul tavolo, russa.

Dietro di me un altro uomo, probabilmente italiano, dorme anche lui.

Giro la testa a destra, un’anziana signora si siede al tavolo accanto al mio, con sè ha tante borse, è stanca, chissà cosa avrà fatto durante la sua giornata! La donna beve un the, fissa il vuoto, sorride, poi cambia umore, il suo sguardo diventa molto triste.

Non avevo mai visto uno sguardo così triste. Uno sguardo pieno di tante parole. Uno sguardo che ha voglia di urlare, che ha voglia di implorare pietà, aiuto, giustizia.

Non ho potuto fare a meno di fissare quella donna.

Le ho sorriso, ma in quel momento il mio sorriso non era felice, al contrario era triste come il suo sguardo.

Ricordo che diversi anni fa a Palermo, in una delle mie solite passeggiate con cuffiette alle orecchie e macchina fotografica al collo, ho fotografato una scena di vita quotidiana alquanto insolita: un clochard disteso su una panca di Piazza Castelnuovo, riscalda il suo corpo infreddolito dopo l’ennesima notte passata a dormire su un cartone, nei pressi di un portico, sotto il sole primaverile, dietro di lui un uomo abbiente prende il sole nella stessa identica posizione.

Ecco, quella sera, nel Mc Donald’s della stazione Termini di Roma, il mio sguardo stanco si è uniformato a quello triste della signora.

Quello sguardo mi ha trasmesso una serie di sensazioni ed emozioni difficili da spiegare.

Quello sguardo ha detto tutto e niente.

Quello sguardo non lo dimenticherò mai.

Lo sguardo ilàre della mendicante è stato più sincero delle tante parole di un uomo qualunque, politico, dottore o avvocato.

Mai nessuna parola è stata più sincera di quello sguardo.

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