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Castello di Pietrarossa

Si sa, la Sicilia è anche la terra dei castelli. Tra torri e castelli se ne contano circa 500.

Ciascun maniero nasconde delle storie incredibili, affascinanti, bellissime!

Nel centro Sicilia, vi sono tanti castelli, ma uno in particolar modo è custode di tante storie del tutto affascinanti e assolutamente da scoprire!

Sto parlando del Castello di Pietrarossa di Caltanissetta, il cui nome deriva dal tipo di pietra utilizzata per la costruzione.

Dai nisseni è denominato murra di l’Anciuli, in riferimento alla attigua chiesa di Santa Maria degli Angeli ed al materiale usato poichè il termine murra, nel dialetto siciliano, significa sabbia o pietra rossa.

Circondato da un alone di mistero anche per il fatto che, purtroppo, il castello in questione non è agibile. Ma la vista alla quale si affaccia è incredibile. Tutto lo scenario attorno ha dell’incredibile.

Infatti, il castello di Pietrarossa sorge nel quartiere più antico della citta di Caltanissetta, su un punto piuttosto strategico, su un costone roccioso che domina la valle del Salso.

Fu abitato da arabi, normanni, svevi, aragonesi. Adibito esclusivamente a funzioni militari e ritenuto inadeguato come residenza nobiliare, subì un rapido declino con l’avvento dei Moncada, responsabili del successivo abbandono.

Nella notte del 27 Febbraio 1567, probabilmente a causa di una scossa di terremoto, il castello crollò. Rimasero in piedi solo un muro diroccato, una torre di guardia in pietra viva, terrapieni, bastioni ed un ponte di comunicazione

Oggi, dunque, rimangono pochi resti di muratura e la torre che si erge tutt’ora è visibile quasi da ogni punto della città.

Si dice, che all’interno del Castello, durante la dominazione araba, venisse preparato il cannolo siciliano.

Si dice anche che ancora oggi si aggiri tra le sue mura il fantasma della principessa Adelasia, nipote del normanno Re Ruggero.

Al fianco del castello si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli (chiamata così per la donazione di un dipinto della Madonna degli Angeli, oggi conservato nella chiesa del Collegio di Maria). Questa chiesa è stata la seconda parrocchia della città, nel 1239 divenne sede parrocchiale cittadina ed, in seguito, regia cappella degli Svevi. Viene indicata anche con il nome di Santa Maria la Vetere per distinguerla dalla Cattedrale, intitolata a Santa Maria la Nova.

Alle pendici del castello, nel 1878, venne realizzato il cimitero di Caltanissetta, noto con il nome di Cimitero Angeli. Questo è ricco di cappelle gentilizie e decorazioni varie.

All’interno del cimitero, volgendo lo sguardo verso l’alto si vede il Castello di Pietrarossa stagliarsi quasi con prepotenza e in tutta la sua interezza.

Tutt’attorno al castello si respira un’aria di mistero, un’ambigua serenità e un silenzio quasi assordante accompagnano la permanenza sul posto. L’atmosfera è unica, incantata ed incantevole.

Il Castello di Pietrarossa è da vedere, tutelare, salvaguardare, fotografare.

Il Castello di Pietrarossa è stato candidato per diventare uno dei luoghi del Fai. Questo luogo nel censimento del 2004 ha ottenuto un solo voto, nel 2020, invece, ha ottenuto 249 voti, classificandosi al 771° posto.

La strada è piuttosto lungo se consideriamo che nei censimenti precedenti il posizionamento del Castello quale luogo italiano da non dimenticare è stato molto altalenante (per fare qualche esempio: CENSIMENTO 2018 = 6.969° Posto = 12 voti; CENSIMENTO 2016 = 537° Posto = 125 Voti; CENSIMENTO 2010 = 1.828° Posto = 3 Voti. Altri dati sono reperibili sul sito del Fai)

Questi dati fanno pensare molto, oltre ad essere allarmanti, perchè evidentemente non solo i nisseni stessi sembrano non credere nelle potenzialità della propria città, ma non è stata fatta nemmeno una campagna pubblicitaria e conoscitiva adeguata a far si che il Castello di Pietrarossa possa diventare uno dei luoghi del cuore Fai.

 

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