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Caltanissetta: stop al turismo di passaggio

Per due anni consecutivi la città di Caltanissetta, così come altre città della Sicilia, d’Italia e del mondo ha dovuto fare i conti con il Covid-19, il nemico invisibile che ha costretto il mondo intero a convivere con la precarietà.

Per due anni consecutivi, dunque, la città ha veramente faticato a risollevarsi.

Diverse attività sono state costrette a dover chiudere i battenti. Altre continuano a stringere i denti per scongiurare la chiusura.

In città, soprattutto in queste ultime settimane di zona rossa regna lo sconforto, purtroppo.

Negli occhi dei commercianti e di tutti i cittadini nisseni si legge un chiaro bisogno di ripartire, di ricominciare, di riprendere in mano la propria vita.

Per due anni consecutivi Caltanissetta non ha potuto celebrare la sua splendida e tanto sentita e attesa Settimana Santa. E così altre feste religiose e folkloristiche.

Ma chissà se qualcuno ha approfittato del lock down – volendo utilizzare un termine inglese ormai molto diffuso – di  questa situazione di caos totale, tra chiusure e aperture, vaccini, richieste di aiuto, per progettare la rinascita e le basi per un turismo che possa rilanciare Caltanissetta.

Caltanissetta, alla fine della pandemia, avrà bisogno di una grande spinta per risollevarsi, per rinascere.

Centro culturale “M. Abbate”

E si sa…Caltanissetta non piace ai nisseni, ma piace ai turisti.

Se esiste il turismo a Caltanissetta?!

Ma certo!

In diversi periodi dell’anno, ma ancor di più durante la Settimana Santa, è possibile notare in città la presenza di inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi.

Quello nisseno è un turismo che si può definire di passaggio.

Infatti, il turista sosta a Caltanissetta durante la notte e visita le città limitrofe durante il giorno, poi, se resta tempo, visitano anche la città, rimanendo stupiti dalle bellezze nascoste. Nascoste anche e soprattutto alla maggior parte dei nisseni che denigrano la propria città natale con frasi del tipo “ma che ci sei venuto a fare qua? Qua non c’è nulla?” quasi convincendo il turista ad abbandonare presto la città.

Di turisti a Caltanissetta ce ne sono parecchi, ma potrebbero di certo aumentare così da far diventare il capoluogo nisseno meta turistica ambita!!

Tante personalità importanti, storiche e letterarie, hanno sostato, nel tempo, a Caltanissetta, lasciandone anche un’importante impronta.

Il 28 aprile 1787 Goethe, durante il suo viaggio in Italia, si fermò a Caltanissetta soggiornandovi per una notte. Definì la città “pittoresca e ben costruita” consentendole di entrare nel circuito del Grand Tour.

Giuseppe Garibaldi, nell’agosto del 1862 si affacciò da un balcone di Palazzo Benintende, un palazzo nobiliare, per pronunciare un discorso patriottico.

Gli scultori napoletani Vincenzo e Francesco Biangardi si trasferirono a Caltanissetta dal 1886 al 1911, realizzando la maggior parte delle Vare del Giovedì Santo e altre opere scultoree.

Pietà (gruppo sacro CL)

Il geologo e ingegnere piemontese Sebastiano Mottura fondò a Caltanissetta una scuola per i tecnici delle miniere e fu direttore del Regio Corpo delle miniere.

Giusto per citarne alcuni.

Villa Testasecca

Oggi Caltanissetta consta di tante belle chiese, bei palazzi storici, ben cinque musei, un mercato storico, un bel Castello, purtroppo non visitabile, ma da vedere e fotografare da fuori, un cimitero definito Monumentale per la quantità di cappelle gentilizie e di famiglie nobiliari di grande valore architettonico, di dolci tipici locali, quali il Rollò e il Torrone, e tanto altro ancora.

Cattedrale di Caltanissetta

Tante sono le bellezze di questa città, seppur complessa, da riscoprire e far conoscere ai turisti. Apportando alcune migliorie nell’ambito ricettivo, la piccola Atene decantata da Sciascia potrebbe avere le carte in regola per diventare meta turistica!

Abbazia di Santo Spirito

L’inclusione di Caltanissetta in un odierno Grand Tour migliorerebbe di gran lunga l’impatto economico e sociale della città, soprattutto dopo questi anni di pandemia.

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