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Amedeo Modigliani.

Amedeo Modigliani: l’artista livornese appartenente ad una famiglia borghese ebrea; l’artista bohémienne; il prototipo dell’artista che, inebriato di alcool e di hascisc, di amore e di poesia, crea le proprie opere nei freddi atelier di Montmartre e di Montparnasse.

Modigliani: l’artista abile nel disegno, con cultura articolata e raffinata.

Nei suoi quadri, infatti, è evidente lo studio dei maestri del Trecento e del Quattrocento.

Ammaliato dal clima culturale di Parigi, dai confini mentali più aperti e tolleranti, vi si stabilisce nel 1906.

Influenzato da Cézanne, da cui prende il significato espressivo e poetico della linea di contorno;  dall’arte Gotica e da quella Rinascimentale e di esse fa proprie anche l’allungamento delle figure; dai fauves dai quali prende la carica espressionista del colore; da Matisse prende il ritmo della linea sinuosa e  dal cubismo la forza costruttiva.

Tra la fine del 1909 e l’inizio dell’anno seguente, Modigliani riduce l’attività pittorica e per qualche anno si dedica alla scultura. Così da  Costantin Brancusi prende la semplificazione e la purificazione dei volumi.

L’artista si affaccia in particolare alla scultura di derivazione primitivista, nello stato ideale: vergine e senza preconcetti scolastici. Tutte le sculture di Modigliani sono strutture d’impianto rettangolare, accentuatamente sviluppate in altezza.

Modigliani perseguiva la bellezza attraverso le forme semplici.

Qualche volta il volto è ascrivibile ad un ovale; il collo è gracile e ha una forma allungata a dismisura; gli occhi a mandorla, sporgenti e sempre privi di pupilla, con una leggera inclinazione all’insù; la fronte è molto bassa, spesso coperta dalla frangetta dei capelli; il naso ha una forma triangolare; le due arcate sopraccigliari formano una linea unica con il naso; la bocca è semichiusa e accenna un sorriso enigmatico.

Attorno al 1914 Modigliani riprende a dipingere ad olio con più frequenza abbandonando definitivamente la scultura.

I primi quadri eseguiti da Modigliani dopo le sculture mostrano una pennellata fluida, libera e un cromatismo molto contenuto. La superficie pittorica non viene completamente riempita e il fondo della tela resta visibile, chiarendo in modo esatto dove inizia e finisce l’opera. Solo successivamente la tela viene interamente dipinta e conclusa con più strati di vernice.

In questo periodo l’artista livornese cerca di individuare un proprio segno singolare, moderno e svincolato dai modelli in voga. Così inizia a dipingere ritratti, che, per Modigliani, erano il modo più naturale per esprimere un giudizio su un amico, una donna o su un conoscente occasionale.

Ogni ritratto reca un prolungamento inconscio dell’artista: il pittore si cerca nel volto di un altro, sia esso uomo o donna, borghese o popolano.

Modigliani s’immerge nei segreti di un mento, di un naso, ma si sottrae spesso alla dolorosa indagine degli occhi, specchio dell’anima.

Modì non dipinge gli occhi perché è come se avesse paura di rubare qualcosa di troppo importante ai suoi personaggi, come se la sua onnipotenza di pittore dal segno rapido e sicuro lo spingesse in territori nei quali l’arte non ha il potere di entrare. Sente che i limiti conoscitivi hanno il compito doveroso di neutralizzare un’ansia di verità che può sembrare pericolosa perché eccessiva.

La sua pittura si basa sulla ricerca del vero e in questo risiede la componente ebraica della sua arte, tesa a indagare gli uomini, quasi fosse alla ricerca della loro anima.

I ritratti di amici e conoscenti parigini costituiscono il nucleo centrale dell’attività di Modigliani nella fase immediatamente successiva alle sculture e fanno di quest’artista isolato un cronista della scena artistica sopravvissuto a Montmarte e a Montparnasse anche durante il periodo bellico.

A causa dello sviluppo della fotografia e del tentativo della pittura di raggiungere un’autonomia figurativa, la ritrattistica, all’inizio del Novecento, si era distaccata dalla sua funzione originaria di raffigurazione e Modigliani fu l’unico artista che s’interessò ancora in modo esclusivo al soggetto tradizionale. E Modigliani sviluppa nel corso degli anni una serie di tratti stilistici personali, come la forte accentuazione delle linee e delle superfici che queste racchiudono, l’elegante allungamento del corpo e la forma a mandorla degli occhi resi asimmetricamente. Nei ritratti successivi la sua pittura diventa sempre più accurata e interessata più all’aspetto fisiognomico che al carattere.

Riduzione e astrazione erano i mezzi essenziali per Modì già presenti nella scultura e poi presenti anche nella pittura.

Dalla scultura, infatti, deriva la ricerca di essenzialità, la rigorosa semplificazione formale dei volumi, delle caratteristiche delle masse, delle caratteristiche psicologiche e plastiche dei personaggi.

La sintesi volumetrica, infatti, è scultorea anche nelle opere di pittura. Anche nei ritratti, le forme, come nelle sculture, si allungano e si deformano. La realtà, che resta sempre il fondamento di Modigliani, ne risulta trasfigurata in una superiore perfezione stilistica. L’artista privilegia, dunque, la rappresentazione della figura enfatizzando la geometrizzazione e gli elementi tratti dall’arte primitiva. Le caratteristiche distintive dell’arte di Modigliani sono, perciò, schematizzazione ed essenzialità, trasfigurazione della realtà e superamento della raffigurazione verisimigliante ad essa. La pratica della scultura aveva lasciato un’eredità pesante nei meccanismi mentali, nel modo di pensare all’immagine e nel gesto. In alcune tele del 1915 i due linguaggi si fondono.

L’arte di Modigliani è esclusivamente dedicata alla rappresentazione dell’uomo, mira a creare un regno intermedio che si colloca oltre il Realismo e il Simbolismo.

La sua arte, inoltre, è nata anche dal disperato incontro tra il sogno e la veglia, tra la sobrietà e l’ubriachezza.

Modì ha speso l’esistenza ad inseguire le fisionomie altrui e le sue figure siedono chiuse in sé con le mani piegate in grembo, guardano con la testa china verso destra o sinistra, esprimono il tempo, rappresentano la permanenza e sono isolate in se stesse.

Nei suoi quadri Modigliani pone il problema dell’esistenza umana.

Ciò che egli offre è la visione di un umore generale unitario, che consiste nella pace, nella chiusura in sé e nell’isolamento e nei suoi quadri migliori egli riesce ad interpretare questa pacatezza interiore in una forma piena di tensione.

Modigliani morì molto giovane.

Più di una volta egli disse che desiderava una vita breve ma intensa.

Afflitto da malattie, fin dall’infanzia, condusse una vita libera, preferì la dannazione della miseria e della malattia al denaro.

Pochi artisti come lui hanno saputo mescolare piacere e dolore.

Dopo i pochi successi in vita, la fama di Modigliani, che andava delineandosi già negli ultimi tempi, si affermò nell’anno stesso della sua morte avvenuta nel 1920.

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