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De gustibus non disputandum est.

Sono diverse, al giorno d’oggi, le forme d’arte ed è quasi difficile stabilire in maniera univoca cosa sia veramente arte. Può essere considerata arte quella alla quale viene dato un giudizio estetico univoco secondo i termini di bello, brutto, sublime,… Oggi, invece, è molto più semplice troncare il discorso o le opinioni sull’arte con “de gustibus non disputandum est”, che tradotto in italiano significa “non si può discutere sui gusti”. E se è vero che non si può discutere sul gusto personale, si può discutere sulla forma, la composizione, i colori, … si può discutere sul perché l’artista ha deciso di utilizzare una tecnica piuttosto che un’altra, domandarsi perché ha scattato quella fotografia in una determinata posizione piuttosto che un’altra, perché ha dato quella forma alla sua scultura. Errato, inoltre, è “criticare” l’artista dicendo di saper fare lo stesso, perché, come ha detto Bruni Munari nel 1992 “quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima”. Andando un po’ più indietro, l’esperienza impressionista, in particolar modo, ci insegna che se due pittori dipingono lo stesso soggetto, l’opera finita non sarà mai la stessa così come se lo stesso artista dipinge due volte lo stesso soggetto, il risultato finale conterrà sempre una percentuale, benchè minima, di differenza.
Martedì 21 maggio 2019 si è inaugurata presso il Centro Espositivo di Arte Contemporanea, ex rifugio antiaereo, una mostra fotografica, organizzata dall’Associazione Fotonauti di Caltanissetta, un gruppo di fotoamatori, e intitolata “Differenti visioni di un unico mondo”. Volendo analizzare la mostra ed esprimere un personale giudizio su di essa, posso dire che, non solo la conoscenza di alcuni componenti dell’associazione, ma anche e soprattutto il titolo stesso mi ha convinta ad andare: differenti visioni di un unico mondo è come dire il mondo è bello perché è vario. Variegato è anche il gruppo dei Fotonauti: uomini, donne, adulti, giovani, ma tutti uniti dalla stessa passione: la fotografia. Anche la fotografia è una forma d’arte e già dalla sua invenzione, nel 1839, è entrata a fare parte del circuito artistico. Molti artisti, infatti, si sono serviti sin da subito della fotografia per realizzare quadri e sculture. All’inaugurazione della mostra fotografica erano presenti gli autori delle foto, che hanno accompagnato i visitatori lungo il percorso espositivo, spiegando il perché della rappresentazione di quel determinato soggetto, perché quell’angolazione, perché il bianco e nero piuttosto che i colori. La sensazione più entusiasmante è stata la spiegazione di alcuni autori su cosa hanno provato durante lo scatto, quali erano le loro sensazioni, il proprio stato d’animo, cosa stessero facendo un attimo prima dello scatto, da chi o da che cosa sono stati ispirati. Diversi sono i temi trattati: la natura, quindi gli animali e il paesaggio; l’uomo, con le varie fasi della vita, i diversi stati d’animo; i dettagli, i particolari. Appunto: “differenti visioni di un unico mondo”. Ciascuna fotografia contiene in sé un significato che può essere letto in maniera diversa da chiunque osservi: ecco perché “differenti visioni di un unico mondo”.
Dunque, se vi sentite diversi, ma appartenenti ad un unico mondo oppure vi sentite unici, ma in un mondo differente, in ogni caso, consiglio a tutti, indistintamente, di andare a vedere questa mostra, di osservare attentamente ogni fotografia, di entrare dentro all’immagine, di comprenderla, assaporarla con gli occhi, il pensiero, in silenzio o meglio ancora accompagnati dal racconto degli autori, se presenti, estraniatevi per un attimo dal mondo che vi è fuori dal centro espositivo. Poi ne uscirete diversi, avrete una differente visione di un unico mondo!!

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